




Con questo semplice quiz puoi determinare il tuo stato di omega-3.
© Dr. Volker Schmiedel
Specialista in medicina fisica e medicina riabilitativa


Che cos’è l’emicrania?
Cause dell’emicrania
Come si sviluppa l’emicrania?
Approcci terapeutici
L’importanza degli omega-3
Circa il 10% della popolazione soffre di emicrania. Colpisce soprattutto le donne, all’incirca in un rapporto di tre a uno rispetto agli uomini. L’emicrania è un pesante fardello nella vita quotidiana delle persone colpite. Perfino l’OMS la classifica tra le malattie più stressanti e invalidanti. Oltre agli approcci terapeutici tradizionali, gli studi dimostrano che anche metodi alternativi possono svolgere un ruolo significativo e che un dosaggio corretto è molto importante nel trattamento.

L’emicrania è caratterizzata da attacchi ricorrenti di mal di testa accompagnati da un dolore molto forte, spesso pulsante. La durata dell’emicrania può variare da poche ore a diversi giorni. Di solito, l’emicrania è accompagnata da sintomi quali nausea o sensibilità alla luce. I sintomi tipici dell’emicrania comprendono un dolore unilaterale e pulsante (vedi infobox a sinistra).
Esistono due tipi di emicrania:

Le cause dell’emicrania non sono ancora del tutto note. Esistono varie teorie: si sospetta che l’infiammazione cerebrale, tra le altre cose, possa svolgere un ruolo. Un’altra teoria, invece, ipotizza un’alterazione del metabolismo energetico nei mitocondri. I mitocondri sono noti anche come la “centrale elettrica della cellula”, in quanto sono responsabili della produzione di energia sotto forma di ATP (adenosina trifosfato, la molecola che fornisce energia alle cellule). È importante distinguere tra i fattori scatenanti e le cause dell’emicrania. I fattori scatenanti sono lo stress, le condizioni atmosferiche, il cambiamento dei ritmi del sonno e la mancanza di liquidi nel corpo.
Questi fattori scatenanti, come lo stress, provocano la dilatazione dei vasi sanguigni del cervello. Si ritiene che questa reazione invii stimoli infiammatori nel cervello all’ipotalamo. L’ipotalamo è una parte del cervello situata nella regione parietale. È un importante centro di controllo che coordina, tra l’altro, l’equilibrio idrico e salino dell’organismo. L’ipotalamo a sua volta trasmette gli stimoli ricevuti ai nervi, che sono collegati ai vasi sanguigni del cervello. Questo sistema di connessione tra vasi sanguigni e nervi è chiamato anche “sistema trigeminale“. Il sistema attivato e l’ipotalamo si inviano segnali a vicenda, dando luogo al dolore tipico dell’emicrania e ai sintomi associati.

Le linee guida ufficiali della Società tedesca per l’emicrania e le cefalee includono diverse opzioni di trattamento per l’emicrania. In generale, si ricorre all’uso di farmaci, poiché i pazienti di solito soffrono di sintomi molto gravi. Tuttavia, esistono anche trattamenti alternativi. Spesso si ricorre a terapie combinate.
Oltre ai farmaci, altre terapie comprendono:
Oltre ai trattamenti tradizionali, studi recenti dimostrano che diversi nutrienti possono influenzare a durata, l’intensità e la frequenza degli attacchi di emicrania.
I principali nutrienti per l’emicrania sono la vitamina B2, la vitamina D, il coenzima Q10 e il magnesio (vedi infobox a sinistra). Gli studi hanno anche dimostrato l’effetto positivo degli acidi grassi omega-3.
L’importanza degli acidi grassi omega-3 nell’emicrania è principalmente legata al rapporto tra acidi grassi omega-6 e omega-3 nell’organismo. Anche gli omega-6, insieme agli omega-3, sono acidi grassi importanti ed essenziali per il corpo umano. Tuttavia, non hanno lo stesso effetto, anzi: si comportano in modo opposto. Entrambi sono in grado di formare mediatori lipidici. I mediatori lipidici sono sostanze coinvolte, tra l’altro, nella regolazione della sensazione di dolore. I mediatori lipidici formati dagli omega-3 hanno un effetto analgesico. Viceversa, i mediatori della controparte costituita dagli omega-6 hanno un effetto infiammatorio.
Poiché gli acidi grassi omega-3 sono acidi grassi essenziali e devono essere assunti con la dieta, l’apporto alimentare di omega-3 ha un’influenza diretta sulla quantità di omega-3 presente nel sangue e nei tessuti. Gli acidi grassi omega-3 DHA ed EPA, assunti con la dieta, viaggiano attraverso il flusso sanguigno fino alla regione del cervello in cui si scatena il dolore dell’emicrania, chiamata sistema trigeminovascolare. Si ritiene che siano in grado di rilasciare i mediatori lipidici che regolano il dolore.(1) È interessante notare che un altro studio ha osservato che la combinazione degli omega-3 con la curcumina, che si trova nella curcuma, può avere un ruolo nell’alleviare i sintomi dell’emicrania. Lo studio ha rilevato che la combinazione di omega-3 ed emicrania ha effettivamente potenziato gli effetti positivi dei singoli nutrienti (2).
A questo proposito, possiamo consigliare la nostra ricetta del latte d’oro, che combina la sinergia della curcuma e degli omega-3 in un’unica ricetta.

Versa nel frullatore la bevanda scelta, aggiungi curcuma e cannella di Ceylon. La curcuma ha proprietà antiossidanti, anti invecchiamento e facilita il dimagrimento. La cannella induce senso di sazietà e favorisce la digestione. Ricordati di aggiungere un misurino del nostro olio Omega-3 Vegano: il nostro corpo ha bisogno di integrare quotidianamente gli acidi grassi essenziali EPA e DHA. Unisci il miele o lo sciroppo d’acero e frulla tutti gli ingredienti ad eccezione dello zenzero. Versalo in un bicchiere e guarnisci con lo zenzero grattugiato.

EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) sono acidi grassi omega-3 marini che derivano dai pesci d’acqua fredda, dai crostacei e dalle alghe.

L’acido grasso omega-3 di origine vegetale ALA (acido alfa-linolenico) si trova principalmente nelle noci, nei semi di chia e nei semi di lino e nei rispettivi oli.
Gli acidi grassi omega-3 sono acidi grassi essenziali che devono essere ingeriti attraverso gli alimenti, poiché l’organismo non è in grado di produrli autonomamente. Tra gli acidi grassi omega-3 più importanti per la nostra salute ci sono i due acidi grassi a catena lunga EPA e DHA. Oltre all’EPA e al DHA, anche l’ALA è un importante acido grasso omega-3.
Numerosi studi esaminano in particolare l’effetto degli acidi grassi marini omega-3 EPA e DHA sulla salute, con risultati promettenti. Questo non vale, o vale solo in minima parte, per l’acido grasso omega-3 di origine vegetale ALA.
Studi scientifici e oltre 30.000 analisi degli acidi grassi effettuate in collaborazione con il laboratorio leader in Europa per la misurazione degli acidi grassi, Omegametrix®, dimostrano che è consigliabile un dosaggio di 2.000 mg di omega-3 al giorno.
Tuttavia, per raggiungere la dose giornaliera raccomandata di 2.000 mg di omega-3 al giorno, bisognerebbe consumare fino a 250 g di pesce o 50 bastoncini di pesce al giorno. Oltre al fatto che questa quantità sarebbe difficile da consumare per la maggior parte delle persone, non è consigliabile coprire la dose giornaliera attraverso il pesce di mare a causa del crescente inquinamento di quest’ultimo. Una buona alternativa è rappresentata da un olio di omega-3 ad alto dosaggio, sotto forma di olio di pesce o di alghe, purificato da metalli pesanti, PCB e sostanze inquinanti.

Fonti:
Ramsden CE, Zamora D, Faurot KR, et al.: Dietary alteration of n-3 and n-6 fatty acids for headache reduction in adults with migraine: randomized controlled trial. BMJ. 2021 Jun 30;374:n1448. doi: 10.1136/bmj.n1448.
Abdolahi M, Jafarieh A, Sarraf P, et al.:The Neuromodulatory Effects of ω-3 Fatty Acids and Nano-Curcumin on the COX-2/ iNOS Network in Migraines: A Clinical Trial Study from Gene Expression to Clinical Symptoms. Endocr Metab Immune Disord Drug Targets. 2019;19(6):874-884. doi: 10.2174/1871530319666190212170140


La maggior parte delle persone lo sa: una scottatura da sole durante le vacanze estive non è affatto piacevole e, talvolta, può durare per diversi giorni. Sebbene i raggi solari esercitino importanti funzioni per il corpo umano, possono essere anche dannosi nel caso di un’esposizione al sole eccessiva e troppo frequente. Nel peggiore dei casi, questo potrebbe portare a tumori della pelle. Il numero di casi di neoplasie della pelle è in continua crescita in tutti i paesi del mondo, inclusa l’Italia. Nel nostro Paese si stima che vengano diagnosticati circa 70.000 casi di tumori della cute ogni anno, secondo SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia). La buona notizia, tuttavia, è che i tumori della pelle sono curabili in molti casi e la giusta protezione permette di proteggersi preventivamente.
La luce solare emessa dal sole è una radiazione UV elettromagnetica. Una funzione importante di questa radiazione solare consiste nella produzione di vitamina D nelle cellule del nostro corpo. Il 90 % della vitamina D viene autoprodotta dal corpo attraverso il sole. Il restante 10 % viene integrato attraverso l’alimentazione e, tra le varie fonti di vitamina D, troviamo il pesce di mare ad alto contenuto di grassi. Si consiglia di trascorrere circa 10-30 minuti al giorno al sole, esponendo almeno le braccia, le mani, il viso e il collo per soddisfare il fabbisogno di vitamina D. Tuttavia, l’assorbimento di tale vitamina attraverso il sole è possibile solo senza protezione solare. Quindi, è necessario trovare sempre un equilibrio tra protezione solare e sufficiente apporto di vitamina D. In caso di dubbio, si consiglia di misurare l’apporto di vitamina D e, se necessario, ricorrere a un integratore. Nei mesi invernali non è possibile ricevere un apporto sufficiente di vitamina D attraverso la pelle. Inoltre, gli studi sono stati in grado di stabilire che nelle popolazioni che vivono a latitudini più elevate, l’incidenza delle malattie mentali è più alta. Tale fenomeno si pensa possa essere causato proprio dalla minore esposizione alla luce solare (1).
È chiaro che abbiamo bisogno della luce solare per la nostra salute ma, allo stesso tempo, questa può rappresentare una seria minaccia per la salute della pelle, perché eccessivi raggi UV possono danneggiare la pelle a lungo termine.

I raggi solari possono diventare dannosi se ci esponiamo al sole troppo spesso e troppo a lungo. Tuttavia, è interessante notare che gran parte della dose annuale di raggi UV non viene assorbita durante l’estate in spiaggia, poiché di solito in questi momenti applichiamo la protezione solare, bensì durante il resto dell’anno. Questo può essere un problema perché la protezione della pelle dipende esclusivamente dal nostro sistema immunitario. Si consiglia, pertanto, di applicare la protezione solare durante tutto l’anno, se ci esponiamo al sole. Inoltre, ci sono vari nutrienti che possono agire come assorbitori UV. In questo modo, è possibile, in misura limitata, proteggere ulteriormente la pelle a partire dall’interno (2).
Gli studi dimostrano che non solo possiamo proteggere la nostra pelle dai raggi solari attraversi mezzi esterni, bensì anche dall’interno. Infatti, i seguenti nutrienti hanno dimostrato di avere un effetto protettivo:
Gli acidi grassi omega-3 sono acidi grassi essenziali che è necessario assumere attraverso la dieta, poiché il corpo non è in grado di produrli da solo. Oltre ai numerosi effetti comprovati sulla salute del cuore e del cervello, gli studi dimostrano che gli acidi grassi omega-3 potrebbero anche avere un effetto positivo sulla salute della pelle.
Si ritiene che questo effetto protettivo sia dovuto al fatto che gli acidi grassi omega-3 prolungano il tempo di autoprotezione naturale della pelle. L’esatto meccanismo alla base non è ancora noto, sebbene siano diversi quelli considerati probabili. Una possibile spiegazione potrebbe essere il cambiamento che si verifica nella fluidità della membrana delle cellule della pelle (4). Tali proprietà degli acidi grassi omega-3 possono quindi aiutare a proteggere ulteriormente dall’interno la pelle dal sole. Inoltre, tali acidi grassi possono essere in grado di influenzare l’invecchiamento della pelle, dato che questo è causato in modo significativo dai raggi UV. Tuttavia, non si tratta di un aiuto contro i raggi solari con effetti immediati, quanto piuttosto di un complemento a lungo termine.
Mentre la protezione solare, come la crema solare, che si applica direttamente sulla pelle, può prevenire le scottature acute (sempre se applicata in modo adeguato e nel giusto intervallo di tempo), i nutrienti come gli acidi grassi omega-3 possono essere un buon supplemento, soprattutto a lungo termine, per proteggere la pelle dall’interno. Tuttavia, non sostituiscono la protezione solare né i cappelli estivi.
Fonti:
(1): Patricia Henríquez-Sánchez, Jorge Doreste-Alonso, Miguel Angel Martínez- González et al. Geographical and climatic factors and depression risk in the SUN project, European Journal of Public Health, Volume 24, Issue 4, August 2014, Pages 626–631
(2): Sies H, Stahl W. Nutritional protection against skin damage from sunlight. Annu Rev Nutr. 2004;24:173-200. doi: 10.1146/annurev.nutr.24.012003.132320.
(3): Niva Shapira, Nutritional approach to sun protection: a suggested complement to external strategies, Nutrition Reviews, Volume 68, Issue 2, 1 February 2010, Pages 75–86
(4): Pilkington SM, Watson RE, Nicolaou A, et al. Omega-3 polyunsaturated fatty acids: photoprotective macronutrients. Exp Dermatol. 2011 Jul;20(7):537-43.


La maggior parte delle coppie, ad un certo punto della relazione vorrebbe avere figli. Purtroppo, il concepimento non è sempre facile. In Germania, per esempio, circa il 15% delle coppie è sterile e ha bisogno di un aiuto esterno per concretizzare il desiderio di avere figli.
È noto che un corpo in salute implica: molto esercizio fisico, astinenza dal consumo di alcol e sigarette, un peso corporeo “normale”, denti sani e un apporto completo di micronutrienti. In particolare, i micronutrienti sono determinanti per la fertilità e la pianificazione della gravidanza. Nel quadro della terapia con micronutrienti per il trattamento della fertilità presso il Kinderwunschzentrum* di Berlino si misura, ormai da diversi anni, il livello omega-6/omega-3 nel sangue dei pazienti, prima di iniziare la terapia. Sorprendentemente, fino ad ora è sempre stato rilevato un rapporto patologico tra omega-6 e omega-3, in quale ha raggiunto addirittura uno sbilanciamento di 30:1. Il corretto rapporto nutrizionale omega-6/omega-3 dovrebbe essere 3:1 o 1:1. Tuttavia, nel nostro mondo fortemente industrializzato, l’alimentazione ha causato un forte squilibrio, che risulta anche dalle analisi del sangue effettuate a queste coppie di pazienti: la nostra dieta ha un eccesso di omega-6 e troppo pochi omega-3.
In sostanza, si può dire che un rapporto omega-6 / omega-3 sufficientemente equilibrato, è estremamente importante per aumentare la fertilità e massimizzare le possibilità di concepimento. Non solo per le donne, ma anche per gli uomini.
Gli studi hanno dimostrato che l’omega-3 somministrato per via endovenosa aumenta il tasso di impianto e può quindi contribuire al successo e al proseguimento della gravidanza. In alcune pazienti, durante il trasferimento embrionale, si collocano più volte nell’utero embrioni di buona qualità e ciononostante, la tanto desiderata gravidanza non avviene. Se il sistema immunitario registra un aumento della percentuale di cellule killer naturali (cellule NK) nell’utero e/o nel sangue, una terapia con omega-3, somministrati per via endovenosa, può essere una promettente opzione terapeutica.
“Per questo motivo, dal 2014 somministriamo gli omega-3 per via endovenosa alle nostre pazienti donne prima e dopo il trasferimento degli embrioni. Da allora abbiamo osservato un aumento positivo del tasso di gravidanza. Inoltre, dal 2017 abbiamo introdotto anche la supplementazione orale di omega-3, sempre per le pazienti donne e la raccomandiamo anche ai pazienti maschi, visto che uno studio recente ha dimostrato il ruolo benefico dell’acido grassoomega-3 DHA sulla salute e qualità dello sperma”, (**Dr. Hannen e Dr.Stoll).

I dottori Dr. Hannen e Dr. Stoll del Kinderwunschzentrum di Berlino raccomandano alle coppie di pazienti anche una riduzione simultanea del consumo di omega-6. Per ridurre lo squilibro omega-6/omega-3 consigliano un immediato cambiamento delle abitudini alimentari. Questo risultato si può ottenere facilmente evitando gli oli vegetali raffinati prodotti industrialmente (olio di girasole, di cardo e di mais) e la carne proveniente da allevamenti industriali. In generale, sarebbe meglio ridurre il consumo di carne e latticini e, in caso prediligere carni biologiche e latte/formaggi di montagna. Si raccomanda anche il consumo di pesci d’acqua fredda per il loro alto contenuto di omega-3. Tuttavia, l’aumento dei livelli di mercurio nei pesci è un fattore di rischio per l’uomo. Pertanto, dottori prescrivono integratori omega-3 in cui il mercurio è stato rimosso nel processo di produzione e purificazione dell’olio.

Sempre i dottori Hannen e Stoll affermano: “Per noi è importante incoraggiare i pazienti ad aumentare il loro consumo di omega-3. Gli acidi grassi omega-3 sono importanti per tutta la vita, specialmente durante la gravidanza, dal momento che i figli di madri che hanno avuto sufficienti livelli di omega-3 durante la gravidanza, hanno meno probabilità di soffrire di asma”. Un buon livello di omega-3 durante l’allattamento, significa un minor rischio per il bambino di contrarre malattie associate all’immunoglobulina E, come le allergie e l’eczema atopico. Anche lo sviluppo cerebrale del neonato il successivo apprendimento del linguaggio sono supportati dagliomega-3. Inoltre, gli acidi grassi omega-3 hanno un effetto positivo sul benessere della madre. Dr Hannen: “È stato dimostrato che la somministrazione di omega- 3 riduce l’incidenza della depressione durante la gravidanza e nel post partum. Anche la gravidanza stessa mostra un tasso di preeclampsia più basso”.
Tratto dall’articolo “Kinderwunsch – was kann helfen?” (tradotto “Desiderio di avere un figlio, cosa può aiutare?)
**Il Dr. Reinhard Hannen ha completato la sua formazione specialistica in ginecologia dopo gli studi di medicina e ha poi acquisito la qualifica per la diagnosi e la terapia delle coppie con problemi di fertilità.
Il Dr. Christian F.Stroll lavora secondo un approccio olistico e integrato, per cui, oltre alla medicina classica, può anche offrire cure speciali nei settori della nutrizione e della medicina dei micronutrienti.
Insieme dirigono con passione il*Kinderwunschzentrum Berlin (Centro fertilità di Berlino) e vantano oltre 20 annidi esperienza e 25.000 trattamenti per le coppie che desiderano avere figli.


Per prevenire i fastidiosi sintomi dell’influenza è necessario rafforzare il sistema immunitario e per farlo esistono dei metodi naturali efficaci. Quali sono? Lo sveliamo subito!
Per prepararsi ai mesi invernali ed evitare l’appuntamento fisso con l’influenza stagionale è consigliato seguire un’alimentazione equilibrata e ricca di sostanze nutrienti che aiutino il sistema immunitario nella lotta a virus e batteri rafforzandolo.
Oltre a frutta e verdura di stagione, fibre, cereali ed una ridotta assunzione di grassi e di zuccheri, le sostanze alleate del nostro organismo sono le seguenti:
Gli acidi grassi omega-3 EPA e DHA, contenuti in grandi quantità in pesci e alghe, oltre a svolgere un’importante funzione antinfiammatoria naturale, sono molto utili per il rafforzamento del sistema immunitario.
Recenti ricerche hanno dimostrato che gli acidi grassi EPA e DHA hanno un’influenza diretta sulle proteine coinvolte nell’attivazione della cellula immunitaria, comprese quelle associate alle risposte dei linfociti T. Quest’ultimi sono i principali mediatori della risposta immunitaria adattiva e controllano sia l’istituzione che la regolazione dell’immunità adattativa. Le cellule T sono identificate da un loro specifico recettore chiamato recettore delle cellule T (TCR).
EPA e il DHA influenzano la fisiologia cellulare e il modo in cui le cellule e i tessuti rispondono ai segnali esterni.
Gli acidi grassi omega-3 contribuiscono dunque al raggiungimento di una salute ottimale alla nella protezione contro diverse malattie.
Altre sostanze che migliorano l’efficienza del sistema immunitario sono gli aminoacidi essenziali, contenuti nelle proteine nobili, le cui fonti sono alcuni alimenti di origine animali come la carne, le uova, i formaggi. É importante però selezionare con cura prodotti di qualità.
Il selenio è un minerale contenuto necessario al funzionamento cellulare e alla sopravvivenza di molti organismi, tra i quali l’uomo. Principali fonti di selenio sono: noci, semi di girasole e legumi.
Le vitamine aiutano il nostro sistema immunitario a restare in forma e a respingere gli attacchi dei virus e dei batteri. Vitamine particolarmente importanti da assumere sono:
La vitamina A: un antiossidante naturale, che potenzia il sistema immunitario stimolando produzione dei globuli bianchi, indispensabili alla limitazione di virus e batteri;
La vitamina C: aiuta a resistere agli attacchi degli agenti patogeni. Le principali fonti naturali di questa sostanza sono: limone, melograno pompelmo, arance, mandarini e kiwi;
La vitamina E: un antiossidante liposolubile, che contribuisce alla creazione dei linfociti B, che collaborano alla produzione di anticorpi del nostro sistema immunitario;
La vitamina D: che stimola la proliferazione delle cellule immunitarie e regola la produzione di proteine antimicrobiche, in grado di uccidere direttamente i batteri.
Lo zinco, presente in carne, pesce, germe di grano e cereali è un minerale che aiuta il nostro organismo a migliorare la sua risposta immunitaria in caso di attacco da parte di agenti patogeni, come il virus influenzale.
Seguire uno stile di vita sano nutrendosi bene e facendo attività fisica non è difficile, anzi è un piacere!
Gli oli naturali Omega-3 NORSAN sono fonte, oltre che di EPA e DHA, anche delle vitamine E e D. Queste sostanze nutritive sono tutte preziose alleate del sistema immunitario, che possono essere assunti in giusta quantità ogni giorno tramite un solo cucchiaio o cucchiaino al giorno.


Gli acidi grassi omega-3, in particolare i derivati a catena lunga come l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA), sono stati ampiamente ricercati per i loro effetti nutritivi e hanno dimostrato ricoprire un ruolo importante come promotori della salute cardiovascolare e della composizione corporea.
Si è iniziato ad indagare sui benefici di EPA e DHA, quando ci si è accorti che gli eschimesi e tutte le popolazioni che seguivano una dieta ricca di pesce erano meno esposti al rischio di malattie cardiovascolari. Così sono stati condotti moltissimi studi per esaminare l’effetto del consumo di olio di pesce (che contiene un’elevata quantità di omega-3 EPA e DHA), i quali hanno confermato la sua efficacia per quel che riguarda: la riduzione del rischio cardiovascolare, dell’aggregazione delle piastrine, la riduzione dell’infiammazione, il miglioramento della funzione endoteliale, dei cambiamenti positivi dei lipidi nel sangue e la diminuzione della pressione sanguigna.
Il consumo di acidi grassi omega-3 marini EPA e DHA è stato associato anche a dei miglioramenti nella composizione corporea. Molti studi, condotti anche su animali, hanno costantemente dimostrato l’efficacia di queste sostanze nutritive sulla riduzione dell’adiposità e sull’aumento della crescita dei tessuti magri.
Considerati i benefici degli omega-3 sul sistema cardiovascolare e sul metabolismo dei grassi, si afferma che l’integrazione con olio di pesce o olio di alga Schizochytrium sp. (ricchissime fonti di EPA e DHA) ottimizzi gli effetti dell’attività fisica, accelerando lo smaltimento del grasso corporeo e contribuendo al miglioramento delle prestazioni sportive.
Gli acidi grassi omega-3 sono caratterizzati dal fatto che il primo doppio legame occupa la terza posizione, se si inizia il conteggio dal carbonio terminale ω (n). Da qui nasce il termine omega-3. Gli omega-3 più studiati sono indubbiamente EPA e DHA:
EPA e DHA sono contenuti principalmente in pesci d’acqua fredda, tra cui salmone, sgombro, sardine, aringhe e nelle alghe. Un altro omega-3 molto ricercato e conosciuto è ALA (acido α-linolenico), composto da 18 atomi di carbonio e 3 obbligazioni doppie (18:3). ALA si trova in varie fonti vegetali come semi di lino, noci… La conversione di ALA in acidi grassi a catena lunga è in gran parte inefficiente, poiché solo il 5% di ALA viene convertito in EPA e meno dello 0,5% in DHA. È quindi importante ricordare che gli acidi grassi omega-3 a catena più lunga come EPA e DHA hanno maggiori effetti biologici negli esseri umani rispetto a quelli a catena corta come ALA. Per questo è opportuno prediligere le fonti marine come pesci ed alghe per coprire il fabbisogno giornaliero di omega-3.
Per quanto riguarda l’esercizio fisico, l’integrazione con omega-3 aiuta l’aumento della lipolisi e della β-ossidazione, che a loro volta favoriscono lo smaltimento del grasso. L’assunzione regolare di acidi grassi EPA e DHA può migliorare la performance sportiva, poiché riduce le infiammazioni e allevia i dolori muscolari.
Gli acidi grassi omega-3 facilitano il flusso sanguigno, favorendo così una più rapida erogazione dei nutrienti dopo l’esercizio. Una serie di studi dimostrano che gli omega-3 accrescono le proteine muscolari sia in animali, che in esseri umani, perché rendono le membrane cellulari più elastiche e vitali, ottimizzando il passaggio di sostanze nutritive, ormoni e segnali chimici dentro e fuori le cellule.
EPA e DHA, inoltre, apportano molti benefici a tutto l’apparato muscolo-scheletrico, che è composto da ossa, articolazioni, muscoli, sostiene l’organismo e permette i movimenti. L’assunzione di olio di pesce o di alga, accrescendo le proteine muscolari, previene il rischio di proteolisi, un processo mediante il quale le cellule degradano le proteine.
La combinazione tra l’integrazione con omega-3 EPA e DHA di qualità ed il regolare esercizio fisico è ottimale per l’incremento della massa magra e la perdita di peso. Questo anche grazie alla capacità dei grassi di dare senso di sazietà, che permette un miglior controllo dell’appetito.
La sinergia tra omega-3 EPA e DHA, fornitici da fonti marine come pesci di acque gelide e alghe, è dunque preziosa per ottimizzare le prestazioni sportive, bruciare i grassi e aumentare la massa magra.
Un aspetto da non trascurare è la costanza di assunzione. È molto importante riuscire a mantenere un perfetto equilibrio fra acidi grassi omega-3 ed omega-6 nella nostra alimentazione. Un consumo adeguato di EPA e DHA dovrebbe essere almeno di 2 g al giorno. Mangiare alcune porzioni di pesce grasso a settimana è certamente indicato, ma spesso non sufficiente per coprire il fabbisogno giornaliero, che consente di ottenere dei benefici e prevenire l’insorgere di infiammazioni e malattie. L’olio di pesce o l’olio di alga Schitzochytrium sp., se naturali e purificati, sono delle ottime alternative per consentire l’assunzione dei 2 g giornalieri di EPA e DHA, senza il rischio di accumulare nel corpo residui di sostanze inquinanti o metalli pesanti.
Gli omega-3 contribuiscono a ridurre l’infiammazione, mentre gli omega-6 tendono a promuovere fenomeni infiammatori, in tal senso uno squilibrio tra questi acidi grassi essenziali e quindi un deficit di omega-3 ha degli effetti negativi. La dieta mediterranea, ossia quella a base di frutta, molta verdura, pesce, cereali, legumi, olio extravergine d’oliva è l’esempio perfetto di un regime alimentare equilibrato. Purtroppo però da diversi anni è difficile evitare che la quantità di omega-6 a tavola superi quella di omega-3, quindi è fondamentale integrare con dei prodotti di qualità per il nostro benessere generale, le prestazioni sportive e la forma fisica.
Fonti:
Omega-3 fatty acids and exercise: a review of their combined effects on body composition and physical performance – Gül Tiryaki-Sönmez, Brad Schoenfeld, Serife Vatansever-Ozen
Lehman College, Department of Health Sciences, The City University of New York, Bronx, NY, USA;
Aband Izzet Baysal University, School of Physical Education and Sport, Department of Training Science, Bolu,Turkey


L’ omega-3 aiuta contro l’ADHD: disturbo da deficit di attenzione/iperattività
Ricercatori di Londra e Taiwan hanno scoperto che alcuni bambini affetti da ADHD – deficit di attenzione e iperattività – possono trarre dei benefici dagli acidi grassi omega-3.
Sono stati selezionati a campione dei bambini aventi un deficit di omega-3 e gli sono stati poi somministrati quotidianamente degli integratori alimentari a base di EPA e DHA. A distanza di poco tempo, la loro situazione è significativamente migliorata.
Precedenti ricerche avevano anche dimostrato come i bambini con carenza di omega-3 fossero più esposti al disturbo da deficit di attenzione/iperattività. Si é dunque deciso di avviare un ulteriore studio, durante il quale, ai bambini interessati, sono stati somministrati dosaggi piuttosto elevati dell’acido grasso omega-3 EPA per circa 12 settimane. Rispetto ai bambini che hanno ricevuto solo del placebo, l’attenzione e la concentrazione dei bambini che avevano assunto omega-3 e che hanno dunque aumentato il proprio livello di EPA nel corpo, sono molto migliorate.
Come affermato dal Prof. Carmine Pariante dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze del King’s College di Londra “Per i bambini con carenza di omega-3, gli integratori a base di olio di pesce sono preferibili ai farmaci convenzionali“.
Scienziati e ricercatori consigliano comunque ai genitori di rivolgersi sempre a dei professionisti prima di far iniziare ai propri figli una qualsiasi cura. Il Prof. Kuan-Pin Su della China Medical University di Taichung ha spiegato: “Alti livelli di EPA nel sangue possono anche essere raggiunti senza assumere integratori alimentari: ad esempio attraverso una buona dieta ricchissima di pesce di mare. È anche possibile che la carenza di EPA nei bambini affetti da ADHD sia più comune nei paesi con un basso consumo di pesce, come il Nord America e molti altri paesi europei.”


L’estate è indubbiamente una delle stagioni preferite da tutti noi ed agosto, in particolare, per molti italiani è sinonimo di ferie. Sia al mare, che al lago, che in montagna, si tende ad esporsi al sole per un periodo prolungato e nonostante i raggi solari siano benefici, bisogna prestare un po’ di attenzione. Il sole può essere causa di melanoma cutaneo: una forma di tumore, causato dalla trasformazione tumorale di alcune cellule, i melanociti, che insieme ai cheratinociti, compongono lo strato più esterno della pelle, ovvero l’epidermide. Nell’epidermide avviene la produzione della melanina, un pigmento che protegge dagli effetti dannosi dei raggi solari.
Le radiazioni ultraviolette (UV) sono considerate il fattore di rischio più consistente per il cancro alla pelle. Soprattutto quelle artificiali, come ad esempio quelle da solarium. Nonostante la moderna tecnologia, è indiscusso che l’abbronzatura da solarium aumenti notevolmente il rischio di melanoma [2]. La principale fonte di radiazioni UV naturali è il sole. Sia artificiali, che naturali, i raggi UV possono essere molto dannosi per la nostra pelle, per questo bisogna prestare molta attenzione. Oltre 20 studi scientifici confermano come il rischio di contrarre melanoma più elevato (il 57% in più), ce l’abbiano quelle persone che si espongono di rado al sole [3]. Come ad esempio chi lavora in ufficio e raramente trova il tempo per stare all’aperto, ma quando è in vacanza, si sdraia al sole tutto il giorno. La pelle fatica ad adattarsi a questo.
Il rischio varia chiaramente anche dal tipo di pelle e dal suo grado di sensibilità alla luce. Diversi studi riportano che gli individui con la carnagione molto chiara, molte lentiggini, gli occhi azzurri e magari i capelli biondi o rossi sono più colpiti dal melanoma [4].
Un’abbronzatura regolare sembra addirittura offrire protezione. Molte ricerche hanno rilevato che anche le persone che prendono il sole regolarmente ed in eccesso rischiano di contrarre il tumore alla pelle per 27% in più rispetto ad altri [3]. Quando la pelle si abitua alle radiazioni, il rischio di melanoma può decrescere, se si evitano le scottature solari. L’equilibrio e la protezione solare con creme di qualità sono fondamentali.
Uno studio scientifico, condotto nel 2013 ha dimostrato che il consumo di alcol aumenta drasticamente il rischio di melanoma cutaneo [5]. Chi consuma più di 50 g di etanolo al giorno, che corrispondono a circa 4 bicchieri di vino, rischia il 55% in più di contrarre il cancro alla pelle, mentre chi si limita a 2 bevande alcoliche al giorno il 18 %. Il consumo di alcol in combinazione con i raggi solari è particolarmente pericoloso. Si sostiene che l’alcol riduca gli antiossidanti della pelle, responsabili della neutralizzazione dei radicali liberi prodotti dalla luce del sole. Al contrario, una dieta sana, equilibrata e varia, ricca di alimenti vegetali antiossidanti ha un effetto protettivo.
La vitamina D, se assunta regolarmente ed in giusta quantità, aiuta a prevenire e a rallentare un melanoma. E´ la produzione di vitamina D da parte del corpo, é favorita dall’esposizione solare, ma quest’ultima deve comunque essere moderata. Per questo si consiglia di assumere questa sostanza nutritiva, consumando integratori di qualità [6].
Gli straordinari effetti antinfiammatori e immunomodulanti dell’EPA e del DHA sono benefici anche per malattie della pelle come la neurodermite e la psoriasi [7]. Un alto indice di omega-3 nel corpo consente di prevenire il sussistere di malattie oncologiche. Molti studi hanno dimostrato che gli omega-3 hanno un effetto chemio-protettivo e terapeutico nei pazienti affetti da cancro. Infatti, la medicina riporta che EPA e DHA riducono la crescita delle cellule tumorali, accelerando al contempo la morte delle cellule colpite [8]. Uno studio clinico sul cancro della pelle, che ha coinvolto 79 partecipanti, consumatori e non consumatori di olio di pesce, ha analizzato come l’assunzione regolare di 4.000 mg di acidi grassi omega-3 (EPA e DHA) al giorno potesse influire sull’immunità della pelle alle radiazioni solari. I partecipanti allo studio sono stati esposti alla luce diretta del sole per un totale di 8, 15 o 30 minuti all’ora di pranzo in piena estate. È emerso che chi assumeva regolarmente una giusta quantità di acidi grassi omega-3 avesse riscontrato molte meno conseguenze negative sulla pelle, rispetto a chi non ne era consumatore regolare [9].
Dunque, anche gli omega-3 marini EPA e DHA, se assunti correttamente e costantemente, possono aiutare a prevenire e ridurre gravi patologie alla pelle. I prodotti NORSAN, sia di origine animale, che vegetale, sono naturali al 100% ed hanno un alto dosaggio di omega-3. Questo consente di poter integrare 2 g di EPA e DHA al giorno tramite un solo cucchiaio (8ml) di Omega-3 Total, un cucchiaino (5ml) di Omega-3 Vegano o 5 capsule.
Fonti:
[1] Olsen CM, Zens MS, Green AC, et al. Biologic markers of sun exposure and melanoma risk in women: pooled case-control analysis. Int J Cancer. 2011;129(3):713-723.
[2] Lazovich D, Isaksson Vogel R, Weinstock MA, Nelson HH, Ahmed RL, Berwick M. Association Between Indoor Tanning and Melanoma in Younger Men and Women. JAMA Dermatol. 2016;152(3):268-275.
[3] Nelemans PJ, Rampen FH, Ruiter DJ, Verbeek AL. An addition to the controversy on sunlight exposure and melanoma risk: a meta-analytical approach. J Clin Epidemiol. 1995;48(11):1331-1342.
[4] Gandini S, Sera F, Cattaruzza MS, Pasquini P, Zanetti R, Masini C, Boyle P, Melchi CF: Meta-analysis of risk factors for cutaneous melanoma: III. Family history, actinic damage and phenotypic factors. Eur J Cancer. 2005 Sep;41(14):2040-59.
[5] Darvin ME, Sterry W, Lademann J, Patzelt A: Alcohol consumption decreases the protection efficiency of the antioxidant network and increases the risk of sunburn in human skin. Skin Pharmacol Physiol. 2013;26(1):45-51.
[6] Newton-Bishop, J. A., Beswick, S., Randerson-Moor, J., Chang, Y.-M., Affleck, P., Elliott, F., … Bishop, D. T. (2009). Serum 25-Hydroxyvitamin D3 Levels Are Associated With Breslow Thickness at Presentation and Survival From Melanoma. Journal of Clinical Oncology, 27(32), 5439–5444.
[7] https://www.pharmazeutische-zeitung.de/inhalt-01-1997/pharm3-01-1997/#:~:text=Fisch%C3%B6l%20(Omega%2D3%2DPUFA,und%20insbesondere%20der%20h%C3%A4ufigen%20Windeldermatiti.
[8] Nikolakopoulou Z, Nteliopoulos G, Michael-Titus AT, Parkinson EK. Omega-3 polyunsaturated fatty acids selectively inhibit growth in neoplastic oral keratinocytes by differentially activating ERK1/2. Carcinogenesis. 2013;34(12):2716-2725.
[9] Pilkington SM, Massey KA, Bennett SP, et al. Randomized controlled trial of oral omega-3 PUFA in solar-simulated radiation-induced suppression of human cutaneous immune responses. Am J Clin Nutr. 2013;97(3):646-652. doi:10.3945/ajcn.112.049494


I grassi sono stati demonizzati per moltissimi anni, considerati un alimento dannoso per l’organismo. Sono certamente un alimento calorico: 1 g di grasso, con le sue 9 kcal, contengono più del doppio delle calorie contenute nella stessa quantità di proteine o di carboidrati. Quindi è inevitabile che contribuiscano all’aumento del peso. Ma è importante tener presente che tutto dipende dalla qualità del grasso e che la regolazione del peso è un processo molto più complesso di un conteggio matematico di calorie.
Il tessuto adiposo è generalmente di colore bianco. Ma avete mai visto il grasso bruno? In passato si era convinti che i neonati ed alcuni roditori avessero il grasso bruno. Quando abbiamo freddo, cominciamo a tremare e la nostra energia cinetica viene trasformata in quella termica. Negli adipociti bruni la produzione di calore si svolge semplicemente con la combustione degli acidi grassi sotto l’influsso di calore e questo è sicuramente vantaggioso per i neonati minacciati da ipotermia e per i piccoli roditori. Oggi sappiamo, tuttavia, che anche nel tessuto adiposo bianco dei mammiferi adulti possono essere presenti adipociti bruni. La produzione di calore indipendentemente dal movimento, con consumo di grassi, è quindi possibile anche in età adulta.
Dei ricercatori giapponesi hanno effettuato un test e somministrato ad un gruppo di topi 2 g di omega-3, mentre all’altro del placebo. A quegli animali a cui sono stati somministrati gli omega-3 si sono riscontrati: un aumento della temperatura corporea, il consumo di ossigeno, una riduzione del peso e della percentuale di grasso. Il peso era addirittura il 10% inferiore rispetto all’altro gruppo, mentre la percentuale di grasso addominale oltre il 20%. Così è stato confermato che l’olio di pesce contribuisce alla riduzione di peso nei mammiferi.
Se si vuole perdere peso é necessario ridurre le calorie assumendo meno grassi dannosi al nostro organismo, senza ridurre i grassi buoni. Sono da evitare i grassi saturi (a forma solida come il burro ad esempio) e gli acidi grassi omega-6 (latticini, carne, oli vegetali..). Gli acidi grassi a catena corta: omega-9 (olio di oliva), omega-3 (pesce, alghe, ecc.) sono particolarmente benefici per la nostra salute. Gli acidi grassi omega-3 marini come pesce ed alghe aiutano contro le infiammazioni croniche, il cancro e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e anche nella perdita di peso.
Horace Fletcher, un famoso guaritore naturopata del XIX secolo in America, affermava che una corretta alimentazione e masticazione potesse aiutare a prevenire qualsiasi tipo di malattia. Ogni boccone dovrebbe essere masticato almeno 50 volta prima di essere ingerito. Provatelo! Masticate ogni boccone almeno 15-30 volte. Sarete sorpresi di quanto tempo occorra per un pasto, come si ottiene all’improvviso un sapore totalmente diverso, molto più intenso, e con quanta rapidità vi sentirete sazi e soddisfatti!
L’alcol é uno dei nemici del sovrappeso: 1 g di alcol che contiene più di 7 kcal ed ostacola anche la combustione dei grassi. Inoltre, l´alcol stimola l’appetito invogliandoci a privilegiare dolci ipercalorici o grassi, o alimenti ricchi di carboidrati come salatini o patatine fritte.
Omega-3 in combinazione con l’esercizio cardio-muscolare contribuisce ad aumentare il dispendio energetico giornaliero. L’attività fisica minima consigliata sarebbe di 30 minuti per almeno 3 giorni a settimana.
Riassumendo – ecco i 4 segreti per perdere peso:
1. Grassi: Evitare di eccedere con acidi grassi saturi e gli omega-6 e privilegiare assolutamente gli acidi grassi omega-3. Per una persona adulta la dose di 2 g di acidi grassi omega-3 si è dimostrata particolarmente efficace;
2. Masticazione: masticare ogni boccone almeno 15-30 volte;
3. Alcol: Non superare le 5 bevande a settimana;
4. Attività fisica: L’esercizio fisico è il metodo più efficace ed efficiente in assoluto. Oltre a diminuire il grasso corporeo, l’esercizio fisico accelera il metabolismo lipidico e glucidico, sul sistema cardiovascolare e quello immunitario. Ma ricordate: servono pazienza e costanza!
In bocca al lupo!
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