Sole e tumore alla pelle: il ruolo degli omega-3

Sole e tumore alla pelle: il ruolo degli omega-3

Lโ€™estate รจ indubbiamente una delle stagioni preferite da tutti noi ed agosto, in particolare, per molti italiani รจ sinonimo di ferie. Sia al mare, che al lago, che in montagna, si tende ad esporsi al sole per un periodo prolungato e nonostante i raggi solari siano benefici, bisogna prestare un poโ€™ di attenzione. Il sole puรฒ essere causa di melanoma cutaneo: una forma di tumore, causato dalla trasformazione tumorale di alcune cellule, i melanociti, che insieme ai cheratinociti, compongono lo strato piรน esterno della pelle, ovvero lโ€™epidermide. Nellโ€™epidermide avviene la produzione della melanina, un pigmento che protegge dagli effetti dannosi dei raggi solari.

Fattori che influenzano il melanoma cutaneo

Raggi UV

Le radiazioni ultraviolette (UV) sono considerate il fattore di rischio piรน consistente per il cancro alla pelle. Soprattutto quelle artificiali, come ad esempio quelle da solarium. Nonostante la moderna tecnologia, รจ indiscusso che l’abbronzatura da solarium aumenti notevolmente il rischio di melanoma [2]. La principale fonte di radiazioni UV naturali รจ il sole. Sia artificiali, che naturali, i raggi UV possono essere molto dannosi per la nostra pelle, per questo bisogna prestare molta attenzione. Oltre 20 studi scientifici confermano come il rischio di contrarre melanoma piรน elevato (il 57% in piรน), ce lโ€™abbiano quelle persone che si espongono di rado al sole [3]. Come ad esempio chi lavora in ufficio e raramente trova il tempo per stare allโ€™aperto, ma quando รจ in vacanza, si sdraia al sole tutto il giorno. La pelle fatica ad adattarsi a questo.
Il rischio varia chiaramente anche dal tipo di pelle e dal suo grado di sensibilitร  alla luce. Diversi studi riportano che gli individui con la carnagione molto chiara, molte lentiggini, gli occhi azzurri e magari i capelli biondi o rossi sono piรน colpiti dal melanoma [4].
Unโ€™abbronzatura regolare sembra addirittura offrire protezione. Molte ricerche hanno rilevato che anche le persone che prendono il sole regolarmente ed in eccesso rischiano di contrarre il tumore alla pelle per 27% in piรน rispetto ad altri [3]. Quando la pelle si abitua alle radiazioni, il rischio di melanoma puรฒ decrescere, se si evitano le scottature solari. Lโ€™equilibrio e la protezione solare con creme di qualitร  sono fondamentali.

Alcol

Uno studio scientifico, condotto nel 2013 ha dimostrato che il consumo di alcol aumenta drasticamente il rischio di melanoma cutaneo [5]. Chi consuma piรน di 50 g di etanolo al giorno, che corrispondono a circa 4 bicchieri di vino, rischia il 55% in piรน di contrarre il cancro alla pelle, mentre chi si limita a 2 bevande alcoliche al giorno il 18 %. Il consumo di alcol in combinazione con i raggi solari รจ particolarmente pericoloso. Si sostiene che l’alcol riduca gli antiossidanti della pelle, responsabili della neutralizzazione dei radicali liberi prodotti dalla luce del sole. Al contrario, una dieta sana, equilibrata e varia, ricca di alimenti vegetali antiossidanti ha un effetto protettivo.

Vitamina D

La vitamina D, se assunta regolarmente ed in giusta quantitร , aiuta a prevenire e a rallentare un melanoma. Eยด la produzione di vitamina D da parte del corpo, รฉ favorita dall’esposizione solare, ma quest’ultima deve comunque essere moderata. Per questo si consiglia di assumere questa sostanza nutritiva, consumando integratori di qualitร  [6].

Omega-3 EPA e DHA

Gli straordinari effetti antinfiammatori e immunomodulanti dell’EPA e del DHA sono benefici anche per malattie della pelle come la neurodermite e la psoriasi [7]. Un alto indice di omega-3 nel corpo consente di prevenire il sussistere di malattie oncologiche. Molti studi hanno dimostrato che gli omega-3 hanno un effetto chemio-protettivo e terapeutico nei pazienti affetti da cancro. Infatti, la medicina riporta che EPA e DHA riducono la crescita delle cellule tumorali, accelerando al contempo la morte delle cellule colpite [8]. Uno studio clinico sul cancro della pelle, che ha coinvolto 79 partecipanti, consumatori e non consumatori di olio di pesce, ha analizzato come l’assunzione regolare di 4.000 mg di acidi grassi omega-3 (EPA e DHA) al giorno potesse influire sull’immunitร  della pelle alle radiazioni solari. I partecipanti allo studio sono stati esposti alla luce diretta del sole per un totale di 8, 15 o 30 minuti allโ€™ora di pranzo in piena estate. รˆ emerso che chi assumeva regolarmente una giusta quantitร  di acidi grassi omega-3 avesse riscontrato molte meno conseguenze negative sulla pelle, rispetto a chi non ne era consumatore regolare [9].

Dunque, anche gli omega-3 marini EPA e DHA, se assunti correttamente e costantemente, possono aiutare a prevenire e ridurre gravi patologie alla pelle. I prodotti NORSAN, sia di origine animale, che vegetale, sono naturali al 100% ed hanno un alto dosaggio di omega-3. Questo consente di poter integrare 2 g di EPA e DHA al giorno tramite un solo cucchiaio (8ml) di Omega-3 Total, un cucchiaino (5ml) di Omega-3 Vegano o 5 capsule.

Fonti:
[1] Olsen CM, Zens MS, Green AC, et al. Biologic markers of sun exposure and melanoma risk in women: pooled case-control analysis. Int J Cancer. 2011;129(3):713-723.
[2] Lazovich D, Isaksson Vogel R, Weinstock MA, Nelson HH, Ahmed RL, Berwick M. Association Between Indoor Tanning and Melanoma in Younger Men and Women. JAMA Dermatol. 2016;152(3):268-275.
[3] Nelemans PJ, Rampen FH, Ruiter DJ, Verbeek AL. An addition to the controversy on sunlight exposure and melanoma risk: a meta-analytical approach. J Clin Epidemiol. 1995;48(11):1331-1342.
[4] Gandini S, Sera F, Cattaruzza MS, Pasquini P, Zanetti R, Masini C, Boyle P, Melchi CF: Meta-analysis of risk factors for cutaneous melanoma: III. Family history, actinic damage and phenotypic factors. Eur J Cancer. 2005 Sep;41(14):2040-59.
[5] Darvin ME, Sterry W, Lademann J, Patzelt A: Alcohol consumption decreases the protection efficiency of the antioxidant network and increases the risk of sunburn in human skin. Skin Pharmacol Physiol. 2013;26(1):45-51.
[6] Newton-Bishop, J. A., Beswick, S., Randerson-Moor, J., Chang, Y.-M., Affleck, P., Elliott, F., โ€ฆ Bishop, D. T. (2009). Serum 25-Hydroxyvitamin D3 Levels Are Associated With Breslow Thickness at Presentation and Survival From Melanoma. Journal of Clinical Oncology, 27(32), 5439โ€“5444.
[7] https://www.pharmazeutische-zeitung.de/inhalt-01-1997/pharm3-01-1997/#:~:text=Fisch%C3%B6l%20(Omega%2D3%2DPUFA,und%20insbesondere%20der%20h%C3%A4ufigen%20Windeldermatiti.
[8] Nikolakopoulou Z, Nteliopoulos G, Michael-Titus AT, Parkinson EK. Omega-3 polyunsaturated fatty acids selectively inhibit growth in neoplastic oral keratinocytes by differentially activating ERK1/2. Carcinogenesis. 2013;34(12):2716-2725.
[9] Pilkington SM, Massey KA, Bennett SP, et al. Randomized controlled trial of oral omega-3 PUFA in solar-simulated radiation-induced suppression of human cutaneous immune responses. Am J Clin Nutr. 2013;97(3):646-652. doi:10.3945/ajcn.112.049494

Perdere peso con gli omega-3

Perdere peso con gli omega-3

I grassi sono stati demonizzati per moltissimi anni, considerati un alimento dannoso per l’organismo. Sono certamente un alimento calorico: 1 g di grasso, con le sue 9 kcal, contengono piรน del doppio delle calorie contenute nella stessa quantitร  di proteine o di carboidrati. Quindi รจ inevitabile che contribuiscano all’aumento del peso. Ma รจ importante tener presente che tutto dipende dalla qualitร  del grasso e che la regolazione del peso รจ un processo molto piรน complesso di un conteggio matematico di calorie.

Molti studi che dimostrano come gli omega-3 contribuiscano alla perdita di peso, ma come?

Il tessuto adiposo รจ generalmente di colore bianco. Ma avete mai visto il grasso bruno? In passato si era convinti che i neonati ed alcuni roditori avessero il grasso bruno. Quando abbiamo freddo, cominciamo a tremare e la nostra energia cinetica viene trasformata in quella termica. Negli adipociti bruni la produzione di calore si svolge semplicemente con la combustione degli acidi grassi sotto l’influsso di calore e questo รจ sicuramente vantaggioso per i neonati minacciati da ipotermia e per i piccoli roditori. Oggi sappiamo, tuttavia, che anche nel tessuto adiposo bianco dei mammiferi adulti possono essere presenti adipociti bruni. La produzione di calore indipendentemente dal movimento, con consumo di grassi, รจ quindi possibile anche in etร  adulta. 

Dei ricercatori giapponesi hanno effettuato un test e somministrato ad un gruppo di topi 2 g di omega-3, mentre all’altro del placebo. A quegli animali a cui sono stati somministrati gli omega-3 si sono riscontrati: un aumento della temperatura corporea, il consumo di ossigeno, una riduzione del peso e della percentuale di grasso. Il peso era addirittura il 10% inferiore rispetto all’altro gruppo, mentre la percentuale di grasso addominale oltre il 20%. Cosรฌ รจ stato confermato che l’olio di pesce contribuisce alla riduzione di peso nei mammiferi.

Se si vuole perdere peso รฉ necessario ridurre le calorie assumendo meno grassi dannosi al nostro organismo, senza ridurre i grassi buoni. Sono da evitare i grassi saturi (a forma solida come il burro ad esempio) e gli acidi grassi omega-6 (latticini, carne, oli vegetali..). Gli acidi grassi a catena corta: omega-9 (olio di oliva), omega-3 (pesce, alghe, ecc.) sono particolarmente benefici per la nostra salute. Gli acidi grassi omega-3 marini come pesce ed alghe aiutano contro le infiammazioni croniche, il cancro e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e anche nella perdita di peso.

Horace Fletcher, un famoso guaritore naturopata del XIX secolo in America, affermava che una corretta alimentazione e masticazione potesse aiutare a prevenire qualsiasi tipo di malattia. Ogni boccone dovrebbe essere masticato almeno 50 volta prima di essere ingerito. Provatelo! Masticate ogni boccone almeno 15-30 volte. Sarete sorpresi di quanto tempo occorra per un pasto, come si ottiene all’improvviso un sapore totalmente diverso, molto piรน intenso, e con quanta rapiditร  vi sentirete sazi e soddisfatti!

L’alcol รฉ uno dei nemici del sovrappeso: 1 g di alcol che contiene piรน di 7 kcal ed ostacola anche la combustione dei grassi. Inoltre, lยดalcol stimola l’appetito invogliandoci a privilegiare dolci ipercalorici o grassi, o alimenti ricchi di carboidrati come salatini o patatine fritte. 

Omega-3 in combinazione con l’esercizio cardio-muscolare contribuisce ad aumentare il dispendio energetico giornaliero. L’attivitร  fisica minima consigliata sarebbe di 30 minuti per almeno 3 giorni a settimana.

Conclusione

Riassumendo – ecco i 4 segreti per perdere peso:

1. Grassi: Evitare di eccedere con acidi grassi saturi e gli omega-6 e privilegiare assolutamente gli acidi grassi omega-3. Per una persona adulta la dose di 2 g di acidi grassi omega-3 si รจ dimostrata particolarmente efficace;

2. Masticazione: masticare ogni boccone almeno 15-30 volte; 

3. Alcol: Non superare le 5 bevande a settimana;

4. Attivitร  fisica: L’esercizio fisico รจ il metodo piรน efficace ed efficiente in assoluto. Oltre a diminuire il grasso corporeo, l’esercizio fisico accelera il metabolismo lipidico e glucidico, sul sistema cardiovascolare e quello immunitario. Ma ricordate: servono pazienza e costanza!

In bocca al lupo!

Omega-3 e malattie cardiovascolari

Omega-3 e malattie cardiovascolari

Dr. Ulrich Frohberger ha riportato in uno dei suoi articoli lโ€™effetto positivo che hanno gli acidi grassi omega-3 sul sistema cardiovascolare ed ha approfondito i requisiti di una terapia di successo.

Acidi grassi omega-3 e malattie cardiovascolari

รˆ provato che gli acidi grassi omega-3 (EPA e DHA), le cui fonti principali sono quelle marine (come pesci di acqua gelida e alghe), apportino dei benefici al nostro cuore..ma solo se assunti correttamente!

Studio scientifico: Framingham Hearth Study – Boston

Un recente studio scientifico (Framingham Hearth Study) condotto a Boston (1) dimostra come gli individui con un alto indice di omega-3 siano meno esposti ad un rischio di morte per malattie cardiovascolari. Ma cosa sโ€™intende con indice di omega-3? Lโ€™indice di omega-3 (HS-Omega-3 Indexยฎ) indica la quantitร  di EPA e DHA sul totale degli acidi grassi presenti nelle membrane dei globuli rossi.

Questo studio, che ha coinvolto in totale 2.500 partecipanti ed ha avuto una durata di 7,3 anni, ha dimostrato come quei soggetti con un indice omega-3 superiore al 6,8% siano esposti il 39% in meno al rischio di morte per malattie cardiovascolari rispetto a quelli con un indice di omega-3 basso, ovvero inferiore al 4,2%.

I dati rilevati mostrano come un elevato indice di omega-3 nel corpo favorisca:

  • La riduzione della frequenza cardiaca (3)
  • Lโ€™aumento della variabilitร  della frequenza cardiaca (4)
  • La riduzione della pressione sanguigna (5, 6)
  • Il miglioramento della funzione piastrinica (7)
  • Lโ€™effetto antinfiammatorio (8, 9, 10)
  • La riduzione dei trigliceridi (11, 12, 13)
  • La riduzione del colesterolo cattivo (14)

Secondo Omegametrix (un laboratorio di fama internazionale per la misurazione dellโ€™indice di omega-3) lโ€™indice omega-3 di un individuo dovrebbe oscillare tra 8 e 11%.

In quali casi funzionano gli omega-3?

Sebbene l’evidenza degli effetti positivi degli acidi grassi omega-3 sul nostro cuore sia confermata da diversi studi, cโ€™รจ ancora chi รจ convinto del contrario (15), ma il problema sta spesso nel dosaggio sbagliato di questo acidi grassi essenziali.

Gli studi che negano gli effetti positivi degli omega-3 sulla salute cardiovascolare, propongono un dosaggio giornaliero di 1 g al giorno o addirittura meno, che รจ troppo poco. Per innalzare un indice di omega-3 basso รจ necessario assumere almeno 2 g di omega-3 EPA e DHA al giorno. Con 2 g o piรน di omega-3 al giorno si assiste ad una significante riduzione del rischio di mortalitร  nei pazienti affetti da scompenso cardiaco o altri disturbi coronarici.

Inoltre, se si sceglie di intraprendere una terapia di omega-3 per porre rimedio ad un disturbo, sarebbe sempre opportuno prima misurare non solo lโ€™indice di omega-3, ma anche il rapporto tra i due acidi grassi essenziali omega-6/-3, per poi sapersi regolare nel miglior modo possibile con il dosaggio ed ottenere dei benefici.

La scienza riporta che:

  • 7 pazienti su 10 hanno un deficit di omega-3
  • Per aumentare lโ€™indice di omega-3 รจ necessario assumere dai 2 ai 4 g di acidi grassi EPA e DHA al giorno per almeno 4 mesi
  • La dose di mantenimento poi normalmente รจ di almeno 2 g di omega-3, puรฒ essere meno solo nel caso in cui si stesse seguendo una dieta sana, variata ed equilibrata.

Biodisponibilitร 

Affinchรฉ i grassi vengano digeriti sono necessari altri grassi. Che significa? Ci sono studi che dimostrano che gli acidi grassi omega-3 vengono assorbiti molto meglio se assunti ai pasti e possibilmente in combinazione ad alimenti grassi (16).

Infarto e omega-3

Lโ€™infarto รจ ancora una delle cause di morte piรน frequenti nei paesi industrializzati. Un basso indice di omega-3 รจ associato ad una maggiore esposizione al rischio di morte cardiaca improvvisa (Aarsetรธy et al, 2011). Un indice omega-3 elevato riduce questo rischio del 90%! (21)

Gli omega-3 sono stati promossi dalle linee guida della cardiologia come ottima opzione terapeutica per quei pazienti che soffrono di aritmie cardiache (20).

Fibrillazione atriale e omega-3

La fibrillazione atriale รจ la forma piรน comune di aritmia cardiaca. Non รจ mortale, ma senza una terapia adeguata c’รจ il rischio di gravi conseguenze sulla nostra salute.

Un buon apporto di omega-3 riduce il rischio di fibrillazione atriale del 34% (17). Un ulteriore studio dimostra come lโ€™assunzione di almeno 2 g di EPA e DHA al giorno riduca il rischio di alterazione al regolare il battito cardiaco (18).

Lโ€™allergia รจ unaย reazione di difesa eccessivaย e patologica del sistema immunitario a determinate sostanze solitamente innocue.

Se le membrane mucose del nostro naso, dei polmoni o dellโ€™intestino hanno delle โ€œperditeโ€ (leaky gut), queste sostanze (es. polline delle graminacee, peli di animali, ma anche conservanti o aromi contenuti nel cibo) entrano direttamente nel sangue o nel sistema linfatico e attivano il nostro sistema immunitario. La pelle รจ soggetta a prurito, il naso comincia a colare, gli occhi lacrimano e le vie respiratorie possono ostruirsi. In parole semplici, dopo una sensibilizzazione iniziale si formano gli anticorpi (IgE) sulla superficie dei mastociti (cellule immunitarie). Se entriamo di nuovo in contatto con lโ€™allergene, questโ€™ultimo si lega direttamente agli anticorpi IgE, i mastociti si attivano e rilasciano immediatamente sostanze messaggere come lโ€™istamina, che causano lโ€™infiammazione.

Conclusione

Riassumendo, si puรฒ affermare che gli acidi grassi omega-3 abbiano un effetto positivo sul nostro sistema cardiovascolare. รˆ perรฒ fondamentale prestare attenzione al dosaggio, che deve essere almeno di 2 g di EPA e DHA al giorno. Solo in questo modo, gli omega-3 possono apportare dei benefici concreti alla nostra salute.

Fonti:
(1) Harris et al, Clin Lipidol. 2018 ;12(3): 718โ€“727
(2) Harris WS, Tintle NL, Etherton MR, Vasan RS, J Clin Lipidol. 2018 May โ€“ Jun;12(3):718-727
(3) Harris et al Am J Cardiol 2006;98:1393-5
(4) Carney et al Psychosom Med 2010;72:748
(5) Dewell et al J Nutr Res 2011;141:2166;
(6) Skulas-Ray et al Ann Behav Med 2012;44:301
(7) Harris et al, Lipids 2008;43:805
(8) Duda et al Cardiovasc Res 2009;81:319
(9) Dewell et al J Nutrition 2011;141:2166
(10) Blocket al World J Cardiovasc Dis2012;2:14
(11) Skulas-Ray Am J Clin Nutr 2011;93:243
(12) Schuchardt et al PLEFA 2011;85:381
(13) Shearer et al J Lipid Res. 2012;53:2429
(14) Maki et al J Clin Lipidol 2011;5:483
(15) Theingi Aung, MBBS, FRCP1,2,3; Jim Halsey, BSc1,2; Daan Kromhout, PhD4; et al, JAMA Cardiol. 2018;3(3):225-234
(16) Davidson et al J Clin Lipidol. 2012;6:573-84
(17) He Z, Yang L, Tian J, Yang K, Wu J, Yao Y: Can J Cardiol. 2013 Feb;29(2):196-203. doi: 10.1016/j.cjca.2012.03.019. Epub 2012 Jun 7.
(18) Nodari S, Triggiani M, Campia U, Manerba A, Milesi G, Cesana BM, Gheorghiade M, Dei Cas L. 2011 Sep 6;124(10):1100-6. doi:
(19) The Lancet 2008; 372: 1223-1230
(20) Level of Evidence B, Empfehlungsgrad IIb, Zibes et al 2006
(21) Harris, Pharmacological Research 55 (2007) 217โ€“223

Benefici degli omega-3 sul diabete di tipo 2

Benefici degli omega-3 sul diabete di tipo 2

Il ruolo dellโ€™insulina

I livelli di zucchero del sangue sono regolati dallโ€™insulina: un ormone prodotto dal pancreas che stimola la captazione e metabolizzazione del glucosio presente nel sangue da parte delle cellule.
Si parla di diabete di tipo 1 (insulino-dipendente) in presenza di un deficit nella secrezione dellโ€™insulina (scarsa o assente).
Si parla di diabete di tipo 2 (non-insulino-dipendente) quando il livello dellโ€™insulina รจ cosรฌ elevato che le cellule non rispondono in modo adeguato ad essa.

Diabete di tipo 2 e acidi grassi omega-3

Il diabete di tipo 2 si manifesta principalmente dopo i 40 anni, tuttavia, l’etร  di insorgenza si sta abbassando. Uno dei principali fattori scatenanti del diabete di tipo 2 รจ lโ€™eccesso di peso corporeo, soprattutto in etร  giovanile. Lโ€™incidenza aumenta di dieci volte nelle persone che soffrono di obesitร .
In Italia sono 3 milioni le persone colpite da questa malattia e si stima che ulteriori 1,5 milioni ignorino di esserne affetti. Nel 95% dei casi diagnosticati e non diagnosticati, si tratta di diabete di tipo 2.
Tra le buone pratiche di prevenzione del diabete di tipo 2 rientra anche lโ€™alimentazione.
Analizzando la tipologia di grassi associati al diabete di tipo 2, si osserva un eccesso di grassi saturi e un conseguente deficit degli acidi grassi essenziali. รˆ stato dimostrato che gli acidi grassi omega-3 prevengono lโ€™insorgenza di resistenza allโ€™insulina. Inoltre, le difese immunitarie dei soggetti affetti da diabete sono meno efficaci, rendendoli piรน vulnerabili alle infiammazioni.

รˆ fondamentale bilanciare il rapporto tra omega-6 e omega-3 con unโ€™alimentazione corretta. Considerando che gli omega-6 deprimono la risposta immunitaria, il rapporto ideale tra gli acidi grassi essenziali omega-6 e omega-3 dovrebbe essere di 1:1. Tuttavia, il rapporto medio attuale, basato sullโ€™alimentazione moderna รจ di 15:1 a sfavore degli omega-3. Ne consegue lโ€™importanza di una dieta bilanciata ricca di omega-3 per previene lโ€™innescarsi di infiammazioni silenti nellโ€™organismo e stimolare la risposta immunitaria.

Fonti:
https://www.siditalia.it/divulgazione/conoscere-il-diabete
www.diabete.com
Surano E, 2014. Valutazione del ruolo salutistico degli omega-3. Integratori alimentari contenenti omega-3.Edizioni Accademiche Italiane.

Salute intestinale e acidi grassi omega-3

Salute intestinale e acidi grassi omega-3

L’articolo โ€œDarmgesundheit und Omega-3-Fettsรคurenโ€ (trad=Salute intestinale e acidi grassi omega-3” della dott.ssa Antje Rรถssler, dall’edizione speciale del decimo anniversario dell’ “Accademia di Immunologia & Salute intestinale”, parla del rapporto tra gli acidi grassi omega-3 e un tratto intestinale sano. Abbiamo riassunto per voi il contenuto dell’articolo.

Gli esseri umani per vivere a lungo termine hanno bisogno di energia sufficiente ogni giorno. Questa energia proviene dal cibo che ingeriamo con l’alimentazione. Solo se stomaco e intestino lavorano correttamente, le sostanze nutritive possono essere digerite e assorbite in modo adeguato. Le parti superiori dell’intestino tenue assorbono la maggior parte delle sostanze nutritive necessarie al nostro organismo. Cosa succede se questo non avviene? Le componenti non assimilate del tutto penetrano in sezioni piรน profonde, interferendo e disturbando l’equilibro intestinale.

Il giusto ambiente per i mitocondri

I mitocondri – le cosiddette centrali elettriche delle nostre cellule – sono un fattore per una corretta digestione.
Forniscono l’energia necessaria al funzionamento delle cellule e per svolgere il loro lavoro a turno, necessitano di vari micronutrienti come vitamine, minerali e oligoelementi. Per una condizione ottimale, il micro ambiente nello stomaco e nell’intestino deve essere sano. Ciรฒ significa che il valore del pH deve stare in un intervallo fisiologico in modo che gli enzimi possano svolgere le loro funzioni e tutti i processi possano funzionare normalmente. Oltre al fabbisogno di un gran numero di micronutrienti, sono necessarie anche  fibre, proteine โ€‹โ€‹e acidi grassi essenziali come gli acidi grassi omega-3. Un terzo fattore sono i cosiddetti entero-ormoni: gli ormoni presenti nostro tratto gastrointestinale. Sono piรน di venti le sostanze messaggere adibite alla  digestione e l’assorbimento dei nutrienti. Anche gli ormoni enterici hanno bisogno di nutrimento e qui entrano in gioco gli acidi grassi omega-3 EPA e DHA: sono essenziali e sono necessari per la produzione degli ormoni.

EPA e DHA come fattori nella regolazione dell’infiammazione

Oltre al loro ruolo importante nella digestione, EPA e DHA hanno un ruolo fondamentale nella regolazione delle infiammazioni. Da un lato sono la sostanza di partenza per la formazione degli eico-sanoidi, gruppo di sostanze simili agli ormoni che controllano il nostro sistema immunitario, il sistema nervoso centrale e quello cardiovascolare. Dall’altro, influenzano il sistema immunitario innato e quindi impediscono un’attivazione permanente della cascata infiammatoria. Una disfunzione del tratto intestinale รจ di solito accompagnata anche da processi infiammatori, per cui gli acidi grassi omega-3 hanno un ruolo rilevante durante la terapia.

Studi recenti mostrano che gli acidi grassi omega-3 influiscono anche sul microbioma – l’insieme di vari microrganismi nel nostro intestino crasso. La composizione di questo microbioma puรฒ essere influenzata e alterata da uno stile di vita non sano, dalla dieta, dall’inquinamento ambientale, dalle malattie e da molti altri fattori. Gli studi preliminari hanno dimostrato che la somministrazione di EPA e DHA puรฒ anche avere un’influenza sui batteri e sulla loro attivitร  metabolica. In questo modo, si puรฒ ripristinare un microbiota intestinale (flora intestinale) salutare.

Deficit acidi grassi omega-3 di origine marina

Purtroppo, ad oggi la popolazione occidentale ha una considerevole carenza di acidi grassi omega-3 marini. Un dato chiave a nostra disposizione รจ l’indice di omega-3, la percentuale di omega-3  presente nelle nostre membrane cellulari. L’intervallo ideale รจ dell’8 – 11 %. Per compensare questo deficit, di solito รจ necessaria un’assunzione giornaliera di almeno 2.000 mg di EPA e DHA. Tuttavia, affinchรฉ gli acidi grassi possano essere assorbiti dall’organismo, deve sussistere una capacitร  digestiva adeguata. Va sottolineato che una pura somministrazione di acidi grassi omega-3 non puรฒ curare il complesso sistema intestinale, ma rappresenta una componente essenziale della terapia da seguire.

Conclusione

In presenza di disturbi intestinali, specialmente processi infiammatori o infiammazioni silenti, la digestione รจ possibile solo in misura limitata. Una problematica in particolare sorge in caso di deficit surrenale causato da stress permanente. Si forma troppo poco acido gastrico per la pre-digestione, mancano sufficienti enzimi pancreatici e segue una carenza o squilibrio dell’acido biliare, che favorisce la formazione di calcoli biliari. Ne risente anche la mucosa intestinale perchรฉ le importanti barriere di protezione chimico-fisiche costituite da mucina, peptidi antimicrobici, immunoglobuline secretorie A e molti altri fattori esistenti, non mantengono la loro integritร  e funzionalitร  in modo efficiente. Di conseguenza, vi รจ una maggiore permeabilitร  delle barriere e, a lungo termine, seguono infiammazioni piรน gravi, che a loro volta possono essere associate a un aumento del tasso di intolleranza e alla formazione di anticorpi. Un esempio di tutto ciรฒ รจ la nuova entitร  della sensibilitร  al glutine che registra fino un massimo di 80 comorbiditร  (coesistenza di piรน patologie diverse in uno stesso individuo) oltre ai classici sintomi come diarrea e costipazione.

Cosa bisogna considerare quando si assumono gli acidi grassi omega-3?ย 

Gli acidi grassi a catena lunga devono essere assorbiti in modo che possano svolgere le loro funzioni! L’assorbimento nel flusso sanguigno dipende dalla presenza di sali biliari sufficienti e da una funzione pancreatica sana con secrezione di lipasi. Pertanto, si consiglia vivamente di assumerli durante un pasto. Nell’intestino tenue, dopo la formazione di micelle, gli acidi grassi vengono assorbiti dalla mucosa. Un controllo dello status quo della mucosa dell’intestino tenue รจ possibile attraverso un’analisi estesa e non invasiva delle feci. In questo modo si puรฒ monitorare lo stato di salute e abbinare in modo ottimale l’utilizzo degli acidi grassi Omega-3.

Sull’autrice:
PhDr. Antje Rรถssler, MSc. ha lavorato sul campo con i clienti per 33 anni. Per 20 anni รจ stata impiegata nelle farmacie pubbliche tedesche. Dal 2008, รจ libera professionista e direttrice dell’Accademia di Immunologia e Salute Intestinale di Hamm (Akademie fรผr Immunologie und Darmgesundheitยฎ)

Allergie e acidi grassi omega-3

Lโ€™allergia รจ una reazione di difesa eccessiva e patologica del sistema immunitario a determinate sostanze solitamente innocue.

Allergie e acidi grassi omega-3

Un articolo della dott.ssa Tanja Nart

Cosa vuol dire โ€œAllergiaโ€?

Lโ€™allergia รจ una reazione di difesa eccessiva e patologica del sistema immunitario a determinate sostanze solitamente innocue.

Se le membrane mucose del nostro naso, dei polmoni o dellโ€™intestino hanno delle โ€œperditeโ€ (leaky gut), queste sostanze (es. polline delle graminacee, peli di animali, ma anche conservanti o aromi contenuti nel cibo) entrano direttamente nel sangue o nel sistema linfatico e attivano il nostro sistema immunitario. La pelle รจ soggetta a prurito, il naso comincia a colare, gli occhi lacrimano e le vie respiratorie possono ostruirsi. In parole semplici, dopo una sensibilizzazione iniziale si formano gli anticorpi (IgE) sulla superficie dei mastociti (cellule immunitarie). Se entriamo di nuovo in contatto con lโ€™allergene, questโ€™ultimo si lega direttamente agli anticorpi IgE, i mastociti si attivano e rilasciano immediatamente sostanze messaggere come lโ€™istamina, che causano lโ€™infiammazione.

Come si sviluppa la sindrome dell’intestino permeabile (Leaky Gut Syndrome)?

La complessa interazione tra la flora e mucosa intestinale puรฒ essere disturbata da molti fattori. Alcuni additivi alimentari come aromi, conservanti e altri additivi, una dieta ricca di zucchero e farina bianca, ma anche troppo alcol, caffรจ o tรจ possono influenzare negativamente la flora intestinale cosรฌ come l’assunzione costante di farmaci (antibiotici, antidolorifici, cortisone). Anche lo stress persistente e le malattie croniche come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa sono considerati possibili fattori scatenanti.

Per trattare o prevenire con successo le allergie, la mucosa intestinale infiammata e danneggiata deve essere riparata.

Prevenzione e terapia con gli omega-3

Un gran numero di studi scientifici dimostra che l’integrazione con gli acidi grassi omega-3 di origine marina EPA e DHA puรฒ migliorare la salute del corpo umano in generale e nello specifico anche quella intestinale. Un alto indice omega-3 aumenta la varietร  e il numero dei batteri intestinali buoni e riduce l’infiammazione. L’indice omega-3 (cioรจ la percentuale di omega-3 presente nelle nostre membrane cellulari) dovrebbe essere idealmente tra l’8 e l’11%.

Oltre a una dieta povera di omega-6 (acido arachidonico), si raccomanda l’assunzione regolare di 2.000-4.000 mg di omega-3 EPA/DHA nel caso di patologie infiammatorie intestinali. Va tuttavia precisato che la sola somministrazione di acidi grassi omega-3 non puรฒ guarire il complesso sistema intestinale, ma รจ un elemento significativo anche per quanto riguarda le manifestazioni allergiche.

Quali sono gli altri micronutrienti importanti?

Lo zinco รจ un vero e proprio rimedio miracoloso per allergie e infiammazioni: stabilizza le membrane cellulari dei mastociti e di conseguenza impedisce il rilascio di istamina. Il calcio e il magnesio sono ugualmente importanti. Anche il calcio ha un ruolo nel ridurre il rilascio di istamina, stabilizzando la membrana cellulare. Tuttavia, affinchรฉ il metabolismo del calcio funzioni in modo ottimale, รจ necessario un livello sufficiente di magnesio. Gli enzimi per la degradazione dell’istamina dipendono dal manganese. Le persone che seguono una dieta non equilibrata, povera di verdure, con molto zuccheri e molti prodotti a base di farina bianca, potrebbero avere una carenza di manganese.
La vitamina C aumenta la velocitร  con cui l’istamina viene scomposta, in modo che possa agire meno a lungo. Le persone che soffrono costantemente di allergie, si lamentano spesso della mancanza di energia, della difficoltร  di concentrazione o del nervosismo. Qui un buon complesso vitaminico B puรฒ essere molto utile.

Sull’autrice:
Tanja Nart si รจ laureata presso lโ€™universitร  di Innsbruck nel 2001 ed รจ titolare della farmacia Postal. รˆ specializzata in medicina ortomolecolare, funzionale ed omeopatia. Da diversi anni รจ docente della SIMF (scuola italiana di medicina funzionale), relatrice in diversi convegni e webinar.

Omega-3, allergie ed intolleranze alimentari

Previeni le allergie e le intolleranze alimentari dei bambini assumendo gli omega-3 giร  in gravidanza. Scopri i benefici e il dosaggio giornaliero.

Omega-3, allergie ed intolleranze

Un riassunto dellโ€™articolo del Dr. Volker Schmiedel โ€œAllergie e omega-3โ€

Lโ€™importanza di assumere gli omega-3 marini in gravidanza

Se la donna in gravidanza ha un rapporto omega-6/-3 molto elevato, dunque un indice di omega-3 molto basso, significa che sta seguendo una dieta ricca di acidi grassi omega-6 (le cui fonti sono prodotti animali, diversi oli vegetali..) e molto povera di omega-3 marini EPA e DHA (le cui fonti sono pesci e alghe). Questo tenore alimentare aumenta del 37% il rischio che possano sussistere delle allergie entro i 5 anni di vita (2). Uno studio epidemiologico di questo tipo (confronto statistico tra fattori di rischio o di prevenzione e il sussistere di malattie allergiche) รจ indicatore che ci sia un nesso tra indice di omega-3 e lโ€™insorgere di allergie.

Un altro studio scientifico ha coinvolto 736 donne in gravidanza, che sono state suddivise in due gruppi: ad un gruppo sono stati somministrati 2,4 g di omega-3 (poco piรน di un cucchiaio di olio di pesce) al giorno, allโ€™altro 2,4 g di olio d’oliva, questo a partire dalla ventiquattresima settimana di gravidanza. Dopo il parto sono state condotte delle analisi, da cui sono emersi dei dati interessanti: un bambino su 4 di quelli nati da mamme, che avevano assunto olio dโ€™oliva, soffriva dโ€™asma giร  all’etร  di 3 anni, mentre tra i figli delle donne, alle quali era stato somministrato dell’olio di pesce, soltanto un bambino su 6 soffriva di asma. Si puรฒ concludere che ogni madre in dolce attesa dovrebbe assumere almeno 2 g di omega-3 al giorno durante la gravidanza per ridurre o addirittura dimezzare il rischio che il proprio figlio possa soffrire di asma infantile (3). Gli acidi grassi essenziali omega-3 si possono assumere tramite una giusta alimentazione integratori alimentari.

Altrettanto interessante รจ una meta-analisi (ovvero una sintesi di diversi studi simili su un tema specifico), che riguarda il rischio di sviluppare un eczema durante il primo anno di vita. Questa analisi dimostra come il consumo regolare del giusto dosaggio di omega-3 (oltre 2 g al giorno)  in gravidanza, possa ridurre il presentarsi di eczemi del 40% e di raffreddori del 50% ca. durante il primo anno di vita (4). 10 studi prospettici e 5 studi clinici controllati randomizzati confermano lโ€™influenza positiva della regolare assunzione di omega-3 durante la gravidanza (5):

DisturboRischio
Eczema0,56
Positivitร  ai test cutanei0,68
Intolleranza alle uova0,55
Varie intolleranze alimentari0,59

I risultati mostrano come gli omega-3 possano influire positivamente, riducendo da un terzo alla metร  il rischio di allergie.

Un altro studio interessante ha analizzato gli effetti degli omega-3 sui neonati prematuri.
Questo studio ha preso a campione di 657 donne con neonati prematuri (durata della gravidanza < 33 settimane), che รจ stato poi suddiviso in due gruppi. Le donne del primo gruppo hanno assunto regolarmente omega-3, mentre quelle del secondo gruppo del placebo. Il risultato รจ stato che allโ€™etร  di 18 mesi tutti i neonati del gruppo omega-3 soffrivano del 59% in meno di febbre da fieno. Con il passare degli anni, quindi durante lโ€™adolescenza, addirittura dellโ€™85% in meno (7).

รˆ stato esaminato anche lโ€™effetto degli omega-3 su neonati altamente esposti al rischio di nascere con allergie e intolleranze. Questo studio ha coinvolto 145 donne in dolce attesa, che sono anche state suddivise in due gruppi: ad un gruppo sono stati somministrati 2,7 g di acidi grassi omega-3 al giorno, mentre allโ€™altro del placebo. Questo a partire dalla venticinquesima settimana di gravidanza fino a 3,5 mesi post parto.
Lโ€™esito รจ stato molto positivo: piรน รจ alto il livello di omega-3 nella madre e nel bambino, minore รจ il rischio di una reazione allergica (8). Anche in questo caso, in cui i neonati sono piรน esposti al rischio, il beneficio dellโ€™assunzione del giusto dosaggio di omega-3 resta evidente.

Nei bambini, quindi, la questione della prevenzione di malattie allergiche tramite gli acidi grassi omega-3 รจ chiara ed inequivocabile. Ma negli adulti? 388 tedeschi adulti hanno dovuto compilare un dettagliato questionario nutrizionale. Il risultato รจ stato che quei soggetti che consumavano regolarmente una certa quantitร  di pesce, avevano minore probabilitร  di risultare positivi al RAST test (test di radioallergoassorbimento). Piรน รจ elevato il consumo di alimenti ricchi di omega-3 EPA e DHA, meno si sarร  esposti ad una reazione allergica (9).

Asma & omega-3

Passiamo ora all’asma, una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree, caratterizzata dall’ostruzione, spesso reversibile, dei bronchi. Mentre unโ€™allergia, seppur fastidiosissima, รจ spesso innocua, lโ€™asma puรฒ essere fatale. Gli omega-3 aiutano contro lโ€™asma?

Tra il 1985 ed il 2005, 4.162 americani con familiari asmatici e di etร  compresa tra i 18 e i 30 anni hanno dovuto compilare un questionario nutrizionale. Ci sono stati 446 nuovi casi di asma durante il periodo in esame. Il rischio statistico di sviluppare l’asma รจ stato confrontato con il quantitativo di omega-3 assunto tramite la loro dieta. La quinta persona di tutto il campione che assumeva piรน omega-3 al giorno (ca. 0,4 g) solamente tramite alimentazione era esposta ad un rischio dello 0,46 di contrarre asma (10). 0,4 g sono veramente pochi, anche se superiori alla media giornaliera di consumo della maggioranza: 0,1-0,2 g.

Un altro studio ha esaminato 38 pazienti, che soffrivano di asma allergico (allergia al polline) insieme ad altri 19 volontari sani. Tutti gli asmatici avevano un indice di omega-3 nettamente inferiore rispetto ai soggetti sani. Ma anche tra gli asmatici sono emerse delle differenze: chi aveva un bassissimo livello di omega-3 ha reagito ad una provocazione inalatoria di polline di erba con una riduzione del FEV1 (Volume Espiratorio Massimo nel I Secondo) del 23%, mentre in quelli con un miglior apporto di omega-3 รจ stata riscontrata una riduzione soltanto del 16% (11).

Allergie alimentari โ€“ lโ€™importanza di mangiare bene

Seguire una dieta equilibrata integrando omega-3 EPA e DHA aiuta alla prevenzione di allergie ed intolleranze alimentari (12). Un esperimento ha analizzato gli effetti di una dieta ricca di omega-6 (soia, oli vegetali..) e di una ricca di omega-3 marini EPA e DHA (pesci e alghe) sui topi. Successivamente questi animali sono stati sensibilizzati nei confronti di arachide e siero di latte. Il gruppo che seguiva una dieta ricca di omega-3 marini EPA e DHA ha presentato una reazione allergica cutanea sia all’arachide che al siero, nettamente inferiore rispetto allโ€™altro gruppo, che stava seguendo una dieta ricca di omega-6.

Conclusione

In conclusione si puรฒ affermare che, se assunti regolarmente ed in giusta quantitร , gli acidi grassi omega-3 possano prevenire e curare il rischio di allergie ed intolleranze alimentari. รˆ comunque sempre importante non trascurare il tema โ€œinquinamento dei mariโ€ e la presenza di metalli pesanti e tossine nei pesci, soprattutto quelli di grandi dimensioni. Un olio di pesce e un olio di alga di alta qualitร  vengono purificati con cura e quindi possono essere assunti tranquillamente.

Fonti:
Allergien und Omega-3, Dr. Schmiedel
(1) P Ellwood, MI Asher, L Garcรญa-Marcos, H Williams, U Keil, C Robertson, G Nagel: Do fast foods cause asthma, rhinoconjunctivitis and eczema? Global findings from the International Study of Asthma and Allergies in Childhood (ISAAC) Phase Three. Thorax doi:10.1136/thoraxjnl-2012-202285
(2) Nwaru BI, Erkkola M, Lumia M et al: Maternal intake of fatty acids during pregnancy and allergies in the offspring. Br J Nutr. 2012 Aug;108(4):720-32. doi: 10.1017/S0007114511005940. Epub 2011 Nov 9.
(3) Bisgaard H, Stokholm J, Chawes BL et al: Fish Oilโ€“Derived Fatty Acids in Pregnancy and Wheeze and Asthma in Offspring. N Engl J Med. 2016 Dec 29;375(26):2530-9. doi: 10.1056/NEJMoa1503734.
(4) Zhang GO, Liu B, Luo CQ; Fish intake during pregnancy or infancy and allergic outcomes in children: A systematic review and meta-analysis. Pedriatic Allergy and Immunology, 2017 Mar;28(2):152-161. doi: 10.1111/pai.12648. Epub 2016 Oct 28.
(5) Best KP, Gold M, Kennedy D et al: Omega-3 long-chain PUFA intake during pregnancy and allergic disease outcomes in the offspring: a systematic review and meta-analysis of observational studies and randomized controlled trials. Am J Clin Nutr. 2016 Jan;103(1):128-43. doi: 10.3945/ajcn.115.111104. Epub 2015 Dec 16.
(6) Palmer DJ, Sullivan T, Gold MS et al: Effect of n-3 long chain polyunsaturated fatty acid supplementation in pregnancy on infantsโ€˜ allergies in first year of life: randomised controlled trial. BMJ. 2012 Jan 30;344:e184. doi: 10.1136/bmj.e184.
(7) Manley BJ, Makrides M, Collins CT et al: High-dose docosahexaenoic acid supplementation of preterm infants: respiratory and allergy outcomes. Pediatrics. 2011 Jul;128(1):e71-7. doi: 10.1542/peds.2010-2405. Epub 2011 Jun 27.
(8) Furuhjelm C, Warstedt K, Fagerรฅs M et al: Allergic disease in infants up to 2 years of age in relation to plasma omega-3 fatty acids and maternal fish oil supplementation in pregnancy and lactation. Pediatr Allergy Immunol. 2011 Aug;22(5):505-14. doi: 10.1111/j.1399-3038.2010.01096.x. Epub 2011 Feb 20.
(9) Schnappinger M, Sausenthaler S, Linseisen J et al: Fish consumption, allergic sensitisation and allergic diseases in adults. Ann Nutr Metab. 2009;54(1):67-74. doi: 10.1159/000207357. Epub 2009 Mar 6.
(10) Li J, Xun P, Zamora D et al: Intakes of long-chain omega-3 (n-3) PUFAs and fish in relation to incidence of asthma among American young adults: the CARDIA study. Am J Clin Nutr. 2013 Jan;97(1):173-8. doi: 10.3945/ajcn.112.041145. Epub 2012 Nov 28.
(11) Kitz R, Rose MA, Schubert R et al: Omega-3 polyunsaturated fatty acids and bronchial inflammation in grass pollen allergy after allergen challenge. Respir Med. 2010 Dec;104(12):1793-8. doi: 10.1016/j.rmed.2010.06.019. Epub 2010 Jul 15.

Per quanto tempo dobbiamo assumere gli omega-3?

Per quanto tempo dobbiamo assumere gli omega-3?

Un estratto dellโ€™articolo โ€œOmega-3 ist in aller Mundeโ€ (ted. = omega-3 รจ sulla bocca di tutti) del Dr. Volker Schmiedel

Sono decenni che la medicina nutrizionale ci trasmette lโ€™importanza degli acidi grassi omega-3. Il DGE (la Societร  per nutrizione tedesca) raccomanda un consumo giornaliero di almeno 2 g di acidi grassi omega-3. Ma quanti sono 2 g? Mi potreste dire quanto omega-3 avete mangiato ieri? Quali sono questi alimenti che contengono omega-3? Una tale quantitร  si trova per esempio in 100 g di aringhe, 300 g di filetti di sgombro o 2 kg di bastoncini di pesce. Tuttavia, lโ€™assunzione media in Germania รจ di 0,5 g. Questo non puรฒ essere buono. Se si consuma, per esempio, meno di ยผ della quantitร  giornaliera raccomandata di magnesio, si ottengono crampi alle gambe rapide o anche aritmia cardiaca. Se tralasciamo la vitamina C, dopo poche settimane soffriamo di scorbuto. Se lโ€™indice di omega-3 nel nostro corpo รจ basso, avremo gravi conseguenze sulla nostra salute, causa lโ€™innescarsi di diverse infiammazioni.

Quando io prescrivo omega-3 per la prevenzione o il trattamento di una malattia, mi chiedono sempre per quanto lo devono assumere. Allora rispondo: โ€œFinchรฉ mangiate. Quando smetterete di mangiare, non avete piรน bisogno di omega-3.โ€ E il mio non รจ sarcasmo. Chi crede che una porzione di pesce alla settimana possa bastare, si sbaglia! Ogni nutriente essenziale โ€“ come la vitamina A, lo zinco โ€“ va assunto regolarmente, dalla nascita alla morte โ€“ prestando attenzione alla qualitร . Gli omega-3 andrebbero assunti addirittura ancora prima della nascita. Tutti i ginecologi suggeriscono alle donne incinte di assumere omega-3 ogni giorno. La donna incinta che prende omega-3 a sufficienza ha meno probabilitร  di sviluppare complicazioni in gravidanza, come eclampsia e depressione post-parto, mentre nei neonati diminuisce il pericolo di asma, dermatiti, allergie.. “Gli effetti benefici di questi grassi essenziali sono una miriade, per questo io consiglio vivamente ad ogni paziente di assumerli quotidianamente.”

Vedi anche la risposta nella sezione FAQ:

Omega-3 per quanto tempo? (con video)
Gli omega-3 sono nutrienti essenziali per il funzionamento del nostro organismo e, quindi, come la le vitamine e i minerali vanno assunti regolarmente, dalla nascita alla quarta etร , indipendentemente dalla fonte (cibo o integratori alimentari) ma sempre prestando attenzione alla qualitร  del cibo o del prodotto assunto. Va aggiunto che gli omega-3 andrebbero assunti anche prima della nascita. In effetti, nelle donne in stato di gravidanza che assumono omega-3 a sufficienza, nei neonati si diminuisce il rischio, ad es., di allergie, asma, dermatiti.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni
ย 
 

Omega-3 e emicrania

Contenuto soggetto a restrizioni

Questa sezione รจ riservata ai seguenti professionisti dell'area sanitaria: Dietisti, Farmacisti, Fisioterapisti, Medici, Naturopati, Nutrizionisti, Odontoiatri, Ostetrici, Veterinari, Personal Trainer. Per visualizzare il contenuto si prega di effettuare il login o di registrarsi.