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Romanzi gialli, sci di fondo e Hytte

persone sedute in mezzo alla neve che si tengono per mano

In Italia, la Pasqua non è così sentita come il periodo natalizio. Al contrario in Norvegia, le persone impazziscono per la Pasqua. Non appena sono disponibili le prime uova di cioccolato, tutti si precipitano ad acquistarle. Proprio così, una vera e propria corsa alle uova pasquali.

Pasqua in Norvegia significa una settimana di festeggiamenti, giornate sugli sci, dolci e hot dog. Si mangiano le arance, che rappresentano il sole di Pasqua, si gusta il cioccolato Kvikk Lunsj (super gustoso; ricorda una barretta Kit Kat, ma non fate mai questo paragone in presenza di un norvegese) e si beve la Solo soda (chissà perché i norvegesi amano così tanto questa bevanda e la consumano soprattutto a Pasqua).

Pasqua in Norvegia significa anche trascorrere dei bei momenti con le persone care. In Norvegia le famiglie si ritrovano il più possibile all’aperto, nelle campagne innevate, che dopo un inverno freddo e buio cominciano pian piano a diventare più soleggiate. In questo modo, quando ritornano al lavoro dopo le feste, i norvegesi possono sfoggiare la loro abbronzatura pasquale (chiaramente i canoni di abbronzatura norvegesi sono un po’ diversi dai nostri).

In primo piano: Kvikk Lunsj, Solo Soda e un'arancia nella neve. Sullo sfondo: un gruppo di persone sedute nella neve.

Pasqua in Norvegia significa una settimana di festeggiamenti, giornate sugli sci, dolci e hot dog.
Si mangiano le arance, che rappresentano il sole di Pasqua, si gusta il cioccolato Kvikk Lunsj (super gustoso; ricorda una barretta Kit Kat, ma non fate mai questo paragone in presenza di un norvegese) e si beve la Solo soda (chissà perché i norvegesi amano così tanto questa bevanda e la consumano soprattutto a Pasqua).

In primo piano: Kvikk Lunsj, Solo Soda e un'arancia nella neve. Sullo sfondo: un gruppo di persone sedute nella neve.

Pasqua in Norvegia significa anche trascorrere dei bei momenti con le persone care. In Norvegia le famiglie si ritrovano il più possibile all’aperto, nelle campagne innevate, che dopo un inverno freddo e buio cominciano pian piano a diventare più soleggiate. In questo modo, quando ritornano al lavoro dopo le feste, i norvegesi possono sfoggiare la loro abbronzatura pasquale (chiaramente i canoni di abbronzatura norvegesi sono un po’ diversi dai nostri).

Per coloro che preferiscono un caffè fumante al bar o una mostra d’arte, mentre tutti gli altri sono in montagna, il periodo pasquale coincide con molte attività in tutto il paese: concerti, festival e molti altri eventi. I piccoli villaggi da 1000 persone arrivano ad ospitarne oltre 10.000. In poche parole, si assiste ad un festival della Pasqua non stop. Nonostante le temperature non siano ancora miti, molte persone sono già in t-shirt. I norvegesi amano la Pasqua e tutta la Norvegia sorride all’arrivo di questa festività.

L’atmosfera gioiosa si tinge all’improvviso di mistero e suspense quando i norvegesi decidono di leggere i loro romanzi gialli, una tradizione probabilmente unica al mondo. Ma perché proprio a Pasqua questa voglia incontenibile di racconti che parlano di morti misteriose?

Questa tradizione risale a quasi un secolo fa, più precisamente a febbraio del 1923. Due giovani autori norvegesi, Nordahl Grieg e Nils Lie, sono completamente al verde ma escogitano un piano brillante per ottenere denaro, grazie ad un romanzo poliziesco che potrebbe diventare un bestseller.

La casa editrice Gyldendal accetta la loro proposta. La domenica prima di Pasqua lancia una campagna pubblicitaria su larga scala su Aftenposten, il giornale norvegese, pubblicando in prima pagina il titolo del libro dei due autori: “Ferrovia Oslo-Bergen saccheggiata nella notte”. Il loro piano funziona perfettamente. L’annuncio era così credibile che molte persone scambiarono il titolo del libro per un fatto realmente accaduto. Il riscontro fu altissimo e il romanzo ebbe un enorme successo.

Ma di che cosa parla questo giallo?

ll giallo racconta di due giovani studenti che nel giorno di Pasqua stanno sciando e fanno tappa tra le varie Hytte (letteralmente “capanna”), tipiche case vacanza norvegesi in legno.

Il fatto che la Pasqua sia strettamente associata a queste Hytte è una delle ragioni per cui la lettura pasquale di questo romanzo continua ancora oggi. Poi, la Pasqua, più di ogni altra festività si trascorre in una Hytte norvegese sulle montagne innevate o vicino alla costa. Ricordiamoci anche che pochi paesi hanno così tanti giorni festivi a Pasqua come la Norvegia. Con tutti questi giorni liberi i norvegesi hanno molto tempo per dedicarsi alla lettura, allo sci e al relax sotto il sole invernale, gustando una barretta Kvikk Lunsj.

Ma di che cosa parla questo giallo?

ll giallo racconta di due giovani studenti che nel giorno di Pasqua stanno sciando e fanno tappa tra le varie Hytte (letteralmente “capanna”), tipiche case vacanza norvegesi in legno.

Il fatto che la Pasqua sia strettamente associata a queste Hytte è una delle ragioni per cui la lettura pasquale di questo romanzo continua ancora oggi. Poi, la Pasqua, più di ogni altra festività si trascorre in una Hytte norvegese sulle montagne innevate o vicino alla costa. Ricordiamoci anche che pochi paesi hanno così tanti giorni festivi a Pasqua come la Norvegia. Con tutti questi giorni liberi i norvegesi hanno molto tempo per dedicarsi alla lettura, allo sci e al relax sotto il sole invernale, gustando una barretta Kvikk Lunsj.

A noi di NORSAN piace molto questa immagine pasquale della Norvegia, dove tutti sono felici di festeggiare dopo una giornata trascorsa sugli sci, tra le montagne ancora innevate che pian piano lasciano spazio ai primi panorami primaverili. Quando ci si accoccola davanti al caminetto scoppiettante c’è già un buon romanzo giallo che ci aspetta per un nuovo mistero da risolvere.

Con questo in mente, noi del team NORSAN auguriamo a tutti Buona Pasqua!

Colomba pasquale

Il Panettone sta all’inverno come la colomba sta alla primavera. Il primo si mangia sotto l’albero di Natale, la seconda delizia i palati degli italiani a Pasqua. Ma cosa rende questo dolce pasquale così speciale?

Le ricette di colomba e panettone sono relativamente simili. Si parte da un ricco impasto a base di farina, lievito, uova, zucchero e burro. Mentre il panettone contiene tipicamente l’uvetta, nella colomba possiamo trovare della scorza d’arancia candita. Il fiore all’occhiello di ogni colomba di Pasqua è la superficie croccante grazie alla presenza di granelli di zucchero glassato e mandorle qua e là. La forma dei due dolci è la differenza che li contraddistingue maggiormente: Il panettone sembra un fungo mentre la colomba richiama le fattezze dell’uccello da cui a preso il nome.

Ma perché proprio questa forma?
Secondo la tradizione, questo dolce pasquale italiano risale al periodo longobardo. Il re Alboino ricevette in dono una padella a forma di colomba, come segno di pace durante l’assedio di Pavia. Un’altra leggenda vede nella colomba come una promessa di assistenza divina. Infatti, nel 1176, durante la battaglia di Legnano, si narra dell’apparizione di due colombe ai soldati milanesi che combattevano contro l’imperatore Barbarossa e vinsero la battaglia. In realtà, la ricetta della colomba non ha origini così antiche: il milanese Dino Villani sviluppò questo dolce pasquale intorno al 1930 per un’azienda, che era già famosa per il panettone natalizio. Si scelse la colomba come simbolo di riconciliazione e di cristianità.

Colomba pasquale

Colomba pasquale

Il Panettone sta all’inverno come la colomba sta alla primavera. Il primo si mangia sotto l’albero di Natale, la seconda delizia i palati degli italiani a Pasqua. Ma cosa rende questo dolce pasquale così speciale?

Colomba pasquale

Le ricette di colomba e panettone sono relativamente simili. Si parte da un ricco impasto a base di farina, lievito, uova, zucchero e burro. Mentre il panettone contiene tipicamente l’uvetta, nella colomba possiamo trovare della scorza d’arancia candita. Il fiore all’occhiello di ogni colomba di Pasqua è la superficie croccante grazie alla presenza di granelli di zucchero glassato e mandorle qua e là. La forma dei due dolci è la differenza che li contraddistingue maggiormente: Il panettone sembra un fungo mentre la colomba richiama le fattezze dell’uccello da cui a preso il nome.

Ma perché proprio questa forma?
Secondo la tradizione, questo dolce pasquale italiano risale al periodo longobardo. Il re Alboino ricevette in dono una padella a forma di colomba, come segno di pace durante l’assedio di Pavia. Un’altra leggenda vede nella colomba come una promessa di assistenza divina. Infatti, nel 1176, durante la battaglia di Legnano, si narra dell’apparizione di due colombe ai soldati milanesi che combattevano contro l’imperatore Barbarossa e vinsero la battaglia. In realtà, la ricetta della colomba non ha origini così antiche: il milanese Dino Villani sviluppò questo dolce pasquale intorno al 1930 per un’azienda, che era già famosa per il panettone natalizio. Si scelse la colomba come simbolo di riconciliazione e di cristianità.

Pasticceria Klaus

Dal 1964 un dolce profumo avvolge giorno per giorno il centro di Bolzano, attraendo passanti e turisti.
Proviene dalla Pasticceria Klaus, che ogni anno viene premiata dai clienti che scelgono l’alta qualità della tradizione pasticcera tirolese.

La pasticceria Klaus nasce appunto nel 1964 e da allora non ha mai smesso di sorprendere i suoi clienti con dolci tirolesi e creazioni artigianali in grado di soddisfare i palati più esigenti.

Cosa troverete?
Torte personalizzate per ogni occasione, un grande assortimento di biscotti e dolci natalizi come zelten, stollen, pan pepato, stelle di cannella e anche cioccolato artigianale.

Una grande passione la qualità della produzione artigianale sono alla base del successo della pasticceria Klaus.